Anatomia di un brevetto

Un brevetto sembra un blocco di testo legale. In realtà è un oggetto ordinato, fatto di parti con un compito preciso e una regola che le richiede. Qui le percorriamo una per una, su un esempio che si può guardare: un telescopio.

Per ogni parte trovi tre cose: a che cosa serve, quale regola la richiede e come appare nell'esempio. Le regole citate sono quelle della Convenzione sul brevetto europeo (CBE) e delle sue norme di esecuzione, dove utile affiancate da quelle italiane. Le fonti sono elencate in fondo alla guida.

Invenzione dell'esempio in due righe

Il telescopio dell'esempio ha un attuatore che gira attorno a un asse decentrato rispetto allo specchio secondario. Così un gesto ampio sull'attuatore produce una variazione piccola del fuoco, e la messa a fuoco diventa più fine.

Le parti coinvolte sono sei: traliccio (10), specchio secondario (26), esapode (28), anello superiore (42), attuatore (44) e bulloni brunati (50).

Frontespizio e titolo

A che cosa serve. Identifica la domanda: chi la deposita, quando, con quale titolo. Il titolo dice di che cosa si tratta, in modo che chi cerca possa ritrovarla.

La regola. Il titolo deve indicare in modo chiaro e conciso la designazione tecnica dell'invenzione ed escludere i nomi di fantasia (regola 41(2)(b) CBE). Anche il Codice della proprietà industriale chiede un titolo corrispondente all'oggetto dell'invenzione (art. 51, comma 2).

Nell'esempio.

CampoValore
TitoloTelescopio con attuatore a rotazione decentrata
NaturaEsempio didattico, invenzione immaginaria
RichiedenteNessuno: il documento non è una domanda reale

Nota che il titolo è tecnico. Non dice «Telescopio rivoluzionario» e non è un marchio.

Campo tecnico

A che cosa serve. Colloca l'invenzione nel suo settore, in una frase. Chi legge capisce subito dove si trova.

La regola. La descrizione deve specificare il campo tecnico a cui l'invenzione si riferisce (regola 42(1)(a) CBE; per l'Italia, art. 21, comma 3, lettera a) del D.M. 33/2010).

Nell'esempio.

La presente invenzione riguarda un telescopio e, in particolare, la messa a fuoco mediante un attuatore che agisce sull'esapode dello specchio secondario.

Stato della tecnica

A che cosa serve. Racconta che cosa si conosce già, per quanto sa chi deposita, e da dove parte l'invenzione. È il terreno su cui si misura la novità.

La regola. La descrizione indica lo stato della tecnica utile per capire l'invenzione, per fare la ricerca e per l'esame, e preferibilmente cita i documenti che lo riflettono (regola 42(1)(b) CBE; art. 21, comma 3, lettera b) del D.M. 33/2010).

Nell'esempio.

Nei telescopi la messa a fuoco dipende dalla posizione dello specchio secondario (26) lungo l'asse ottico, che lo specchio tiene grazie all'esapode (28). Per portare l'immagine a fuoco si allunga o si accorcia la corsa utile dell'esapode con un attuatore (44), portato dall'anello superiore (42). Nelle soluzioni note l'attuatore gira attorno all'asse ottico dello specchio secondario.

In una domanda reale qui andrebbero citati i documenti, con il loro numero di pubblicazione. Nell'esempio non ne citiamo, perché non vogliamo attribuire a nessuno un testo che non ha scritto.

Problema tecnico

A che cosa serve. Dice che cosa non funziona nello stato della tecnica, in termini tecnici. Il problema guida tutto il resto: le rivendicazioni lo risolvono, la descrizione lo spiega.

La regola. L'invenzione va esposta in modo che il problema tecnico, anche se non dichiarato come tale, e la sua soluzione si possano capire. Vanno indicati gli eventuali effetti vantaggiosi rispetto allo stato della tecnica (regola 42(1)(c) CBE). Non serve presentare l'invenzione nella forma «problema e soluzione», e non bisogna denigrare prodotti o procedimenti noti (Linee guida dell'Ufficio europeo dei brevetti, EPO, F-II, 4.5).

Nell'esempio.

Con l'attuatore che gira attorno all'asse ottico dello specchio secondario, una piccola rotazione dell'attuatore sposta molto il fuoco. La messa a fuoco fine è quindi difficile. Il problema tecnico è consentire una messa a fuoco più fine della corsa utile dell'esapode senza aggiungere organi al telescopio.

Sommario e soluzione

A che cosa serve. Presenta la soluzione in modo breve, con le stesse parole delle rivendicazioni. È la sintesi che il lettore cerca dopo il problema.

La regola. Fa parte dell'esposizione dell'invenzione richiesta dalla regola 42(1)(c) CBE. Se le rivendicazioni cambiano durante la procedura, anche questa parte va riallineata (Linee guida EPO, F-II, 4.2).

Nell'esempio.

Secondo l'invenzione, l'attuatore (44) è girevole attorno a un asse di rotazione decentrato rispetto all'asse ottico dello specchio secondario (26). Una rotazione ampia dell'attuatore (44) produce così una variazione ridotta della corsa utile dell'esapode (28).

Breve descrizione delle figure

A che cosa serve. Elenca le tavole di disegni e dice che cosa mostra ciascuna. È l'indice del disegno.

La regola. La descrizione descrive brevemente le figure (regola 42(1)(d) CBE). Le figure sono numerate in cifre arabe progressive, precedute dall'abbreviazione «FIG» (Linee guida EPO, A-IX, 5.2).

Nell'esempio.

FIG. 1 è una vista in pianta, parziale, del telescopio. FIG. 2 è una vista ingrandita della zona dell'attuatore (44).

Descrizione dettagliata

A che cosa serve. Spiega l'invenzione con il disegno in mano, parte per parte, in modo che una persona esperta del ramo possa realizzarla.

La regola. L'invenzione deve essere esposta in modo sufficientemente chiaro e completo perché la persona esperta possa attuarla (art. 83 CBE; art. 51, comma 2, del Codice italiano). Quando si cita un elemento del disegno si scrive il nome e il numero: non «26 è collegato a 28», ma «specchio secondario 26 è collegato a esapode 28» (Linee guida EPO, F-II, 4.7). Ogni numero va spiegato, e quelli usati nella descrizione e nelle rivendicazioni compaiono nei disegni (F-II, 4.8; A-IX, 7.5.4).

Nell'esempio.

Con riferimento alla FIG. 1, il telescopio comprende un traliccio (10) che porta un anello superiore (42). L'anello superiore (42) è fissato al traliccio (10) da due bulloni brunati (50) e sostiene uno specchio secondario (26). Allo specchio secondario (26) è collegato un esapode (28). Lo specchio secondario (26) è centrato sull'asse ottico, e la sua posizione lungo l'asse dipende dalla corsa utile dell'esapode (28).

Con riferimento alla FIG. 2, l'anello superiore (42) porta un attuatore (44). L'attuatore (44) è impegnato sull'esapode (28) e ne definisce la corsa utile. L'attuatore (44) gira attorno a un asse di rotazione che non coincide con l'asse ottico dello specchio secondario (26), ma ne è spostato. Ruotando l'attuatore (44) di un certo angolo, lo specchio secondario (26) si sposta lungo l'asse ottico di un tratto più corto di quello che si avrebbe con un asse concentrico. La corsa utile cambia di poco e il fuoco si regola con più precisione.

Modi di attuazione

A che cosa serve. Mostra almeno un modo concreto di realizzare l'invenzione, con esempi e varianti. Sostiene le rivendicazioni, in particolare quelle dipendenti.

La regola. La descrizione descrive in dettaglio almeno un modo di attuare l'invenzione rivendicata, con esempi dove opportuno e con riferimento ai disegni (regola 42(1)(e) CBE; art. 21, comma 3, lettera e) del D.M. 33/2010).

Nell'esempio.

In un modo di attuazione, la distanza tra l'asse di rotazione dell'attuatore (44) e l'asse ottico dello specchio secondario (26) è compresa tra il 10% e il 30% del raggio esterno dell'esapode (28). In un altro, l'attuatore (44) ruota entro un arco compreso tra 20 e 60 gradi. L'anello superiore (42) può essere fissato al traliccio (10) da due o più bulloni brunati (50).

Le cifre sono inventate, come tutto l'esempio. In un brevetto vero, ogni numero che compare in una rivendicazione deve avere qui la sua base.

Rivendicazioni

A che cosa servono. Dicono che cosa è protetto. Il resto del brevetto spiega, le rivendicazioni delimitano. L'estensione della protezione è determinata dalle rivendicazioni, e la descrizione e i disegni servono a interpretarle (art. 69, paragrafo 1, CBE; art. 52, comma 2, del Codice italiano).

La regola. Le rivendicazioni definiscono l'oggetto per cui si chiede protezione, in modo chiaro e conciso, e sono sostenute dalla descrizione (art. 84 CBE). Sono scritte con le caratteristiche tecniche dell'invenzione. Dove opportuno hanno due parti: un preambolo con la designazione dell'oggetto e le caratteristiche già note, poi una parte caratterizzante che inizia con «caratterizzato dal fatto che» e indica le caratteristiche per cui si chiede protezione (regola 43(1) CBE). Le rivendicazioni dipendenti richiamano un'altra rivendicazione e aggiungono caratteristiche (regola 43(4)). Sono numerate in cifre arabe (regola 43(5)).

I numeri tra parentesi. Quando la domanda contiene disegni con numeri di riferimento, le caratteristiche tecniche si fanno seguire dal numero corrispondente, tra parentesi, se questo rende la rivendicazione più comprensibile. I numeri non limitano la rivendicazione: servono solo a leggerla (regola 43(7) CBE; per l'Italia, art. 21, comma 4, lettera c) del D.M. 33/2010, che dice lo stesso). Nelle rivendicazioni in due parti i numeri si mettono sia nel preambolo sia nella parte caratterizzante (Linee guida EPO, F-IV, 4.18).

Insieme delle rivendicazioni dell'esempio

Nella rivendicazione 1 ogni caratteristica porta il suo numero. Il preambolo contiene ciò che è già noto, la parte caratterizzante ciò che l'esempio aggiunge.

  1. Telescopio comprendente:

    • un traliccio (10);
    • uno specchio secondario (26) centrato su un proprio asse ottico;
    • un esapode (28) collegato allo specchio secondario (26);
    • un anello superiore (42), portato dal traliccio (10) e sostenente lo specchio secondario (26); e
    • un attuatore (44), portato dall'anello superiore (42) e impegnato sull'esapode (28) per definirne una corsa utile;

    caratterizzato dal fatto che l'attuatore (44) è girevole attorno a un asse di rotazione decentrato rispetto all'asse ottico dello specchio secondario (26).

  1. Telescopio secondo la rivendicazione 1, in cui la distanza tra l'asse di rotazione dell'attuatore (44) e l'asse ottico dello specchio secondario (26) è compresa tra il 10% e il 30% del raggio esterno dell'esapode (28).
  2. Telescopio secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui l'anello superiore (42) è fissato al traliccio (10) da almeno due bulloni brunati (50).
  3. Telescopio secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui l'attuatore (44) è girevole entro un arco di rotazione compreso tra 20 e 60 gradi.

Come si legge:

  • La rivendicazione 1 è indipendente, nella forma a due parti.
  • Le rivendicazioni 2, 3 e 4 sono dipendenti: ognuna richiama le precedenti all'inizio e aggiunge una caratteristica.
  • La parentesi accanto a «attuatore» non cambia che cosa è protetto: aiuta chi legge a trovare l'elemento sul disegno.

Disegni

A che cosa servono. Fanno vedere ciò che le parole descrivono. Una domanda li contiene se la descrizione o le rivendicazioni li richiamano (art. 78, paragrafo 1, lettera d), CBE). Per il brevetto italiano per invenzione i disegni sono ammessi quando servono a capire l'invenzione (art. 51, comma 1, del Codice).

Le regole di forma. Dal 1° febbraio 2023 le regole di dettaglio sui disegni europei non stanno più in una regola della CBE: la regola 46 è stata cancellata e i requisiti di presentazione li fissa il Presidente dell'EPO in base alla regola 49(2). Le Linee guida (parte A, capitolo IX) riassumono la pratica. In breve:

  • le figure sono numerate in cifre arabe progressive con la sigla «FIG»;
  • numeri e lettere di riferimento sono semplici e chiari, senza parentesi, cerchi o virgolette (A-IX, 7.5);
  • un numero usato nella descrizione o nelle rivendicazioni compare nel disegno, e viceversa, e lo stesso elemento ha lo stesso numero ovunque (A-IX, 7.5.4 e 7.5.5);
  • nei disegni non c'è testo, salvo poche parole indispensabili (A-IX, 8);
  • la scala deve permettere una riproduzione ridotta a due terzi senza perdere i dettagli (A-IX, 7.4).

Nell'esempio. Due figure: FIG. 1 con traliccio (10), anello superiore (42), specchio secondario (26) ed esapode (28); FIG. 2 con l'ingrandimento dell'attuatore (44) e bulloni brunati (50). Tutti e soli i sei numeri usati nel testo.

Riassunto

A che cosa serve. È una scheda breve, utile a chi cerca e deve decidere se leggere il resto. Non serve a interpretare l'estensione della protezione (Linee guida EPO, F-II, 2.1).

La regola. Il riassunto riporta il titolo, indica il settore tecnico e riassume in modo conciso il problema, il nucleo della soluzione e l'uso principale. Non contiene giudizi sul valore dell'invenzione. Preferibilmente non supera 150 parole. Ogni caratteristica essenziale illustrata nella figura che lo accompagna è seguita da un numero tra parentesi (regola 47 CBE).

Nell'esempio.

Telescopio con attuatore a rotazione decentrata. Il telescopio comprende un traliccio (10), un anello superiore (42) che sostiene uno specchio secondario (26) con un esapode (28), e un attuatore (44) che definisce la corsa utile dell'esapode (28). L'attuatore (44) gira attorno a un asse decentrato rispetto all'asse ottico dello specchio secondario (26), in modo che una rotazione ampia dell'attuatore (44) produca una variazione ridotta della corsa utile. La messa a fuoco risulta più fine. (Figura da pubblicare: FIG. 2.)

Prima di scrivere il tuo

Questa pagina è un'informazione generale, non una consulenza legale: una domanda vera va riletta da un mandatario o consulente in brevetti. Nell'app le parti di questa pagina corrispondono ai passi Tavole e Stesura.

Fonti

  1. Art. 83 CBE, Disclosure of the invention: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/a83.html (letto il 2026-10-05)
  2. Art. 84 CBE, Claims: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/a84.html (letto il 2026-10-05)
  3. Art. 69 CBE, Extent of protection: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/a69.html (letto il 2026-10-05)
  4. Regola 41 CBE, Request for grant: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/r41.html (letto il 2026-10-05)
  5. Regola 42 CBE, Content of the description: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/r42.html (letto il 2026-10-05)
  6. Regola 43 CBE, Form and content of claims: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/r43.html (letto il 2026-10-05)
  7. Regola 46 CBE (cancellata): https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/r46.html (letto il 2026-10-05)
  8. Regola 47 CBE, Form and content of the abstract: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/r47.html (letto il 2026-10-05)
  9. Regola 49 CBE, Presentation of the application documents: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/r49.html (letto il 2026-10-05)
  10. Indice, edizione: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc (letto il 2026-10-05)
  11. F-II, 2.1 Purpose of the abstract: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/f_ii_2_1.html (letto il 2026-10-05)
  12. F-II, 4.2 Technical field: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/f_ii_4_2.html (letto il 2026-10-05)
  13. F-II, 4.5 Technical problem and its solution: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/f_ii_4_5.html (letto il 2026-10-05)
  14. F-II, 4.7 Reference in the description to drawings: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/f_ii_4_7.html (letto il 2026-10-05)
  15. F-II, 4.8 Reference signs: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/f_ii_4_8.html (letto il 2026-10-05)
  16. F-IV, 4.18 Reference signs: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/f_iv_4_18.html (letto il 2026-10-05)
  17. A-IX, 5.2 Numbering of figures: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_5_2.html (letto il 2026-10-05)
  18. A-IX, 7.4 Scale of drawings: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_7_4.html (letto il 2026-10-05)
  19. A-IX, 7.5 and 7.5.4: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_7_5.html (letto il 2026-10-05)
  20. A-IX, 8 Text matter on drawings: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_8.html (letto il 2026-10-05)
  21. D.Lgs. 30/2005, art. 51 (Sufficiente descrizione): https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-02-10;30~art51 (letto il 2026-10-05)
  22. D.Lgs. 30/2005, art. 52 (Rivendicazioni): https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-02-10;30~art52 (letto il 2026-10-05)
  23. D.M. 13 gennaio 2010, n. 33, art. 21 (Descrizione e rivendicazioni della domanda di brevetto): https://www.certifico.com/component/attachments/download/33912 (copia consolidata; ufficiale: https://www.normattiva.it/eli/id/2010/03/09/010G0044/ORIGINAL (letto il 2026-10-05)