Disegnare le tavole

Un brevetto parla con le parole, ma molte cose si capiscono meglio guardandole. Le tavole sono i disegni del brevetto. Non sono illustrazioni decorative: sono parte del testo, e seguono regole di forma precise. In questa pagina vediamo a che cosa servono, quando sono necessarie e come si disegnano, su un esempio che si può guardare: un telescopio.

Le regole citate sono quelle della Convenzione sul brevetto europeo (CBE), delle Linee guida dell'Ufficio europeo dei brevetti (EPO) e della normativa italiana. Le fonti sono elencate in fondo alla guida.

A che cosa servono le tavole

Servono a far vedere ciò che le parole descrivono. Tre scopi, in ordine di importanza.

  1. Capire. Il lettore, e per primo l'esperto che deve poter realizzare l'invenzione, vede come sono fatte le parti e come stanno insieme. L'invenzione va esposta in modo sufficientemente chiaro e completo perché una persona esperta del ramo possa attuarla (art. 83 CBE; art. 51, comma 2, del Codice della proprietà industriale italiano). Un disegno spesso lo fa meglio di una pagina.
  2. Collegare. Ogni parte disegnata ha un numero, e lo stesso numero compare nella descrizione e nelle rivendicazioni. Chi legge passa dal testo alla figura senza perdersi.
  3. Interpretare. L'estensione della protezione è determinata dalle rivendicazioni, ma la descrizione e i disegni servono a interpretarle (art. 69(1) CBE; art. 52, comma 2, del Codice).

Quando servono

Nella domanda europea. La domanda contiene gli eventuali disegni richiamati nella descrizione o nelle rivendicazioni (art. 78(1)(d) CBE). In altre parole: se il testo cita una figura, la figura deve esserci. La descrizione deve poi descrivere brevemente le figure, se ci sono (regola 42(1)(d) CBE).

Nella domanda italiana. Alla domanda si uniscono «i disegni necessari alla sua intelligenza» (art. 51, comma 1, del Codice). L'Ufficio italiano brevetti e marchi (UIBM) precisa che i disegni sono richiesti dove servono a chiarire l'oggetto del brevetto, e che il loro deposito è facoltativo (UIBM, Contenuto della domanda).

In pratica. Se l'invenzione è un oggetto con parti e disposizioni, una figura quasi sempre aiuta a capirla. Se è un metodo, un diagramma di flusso può servire. Dove le parole bastano da sole, si può farne a meno, ma conviene chiedersi se un disegno renderebbe più sicura la lettura.

Regole di forma in vigore

Fino al 2023 le regole di dettaglio sui disegni stavano in una regola della CBE. Non è più così.

Che cosa è cambiato. La regola 46 CBE, «Forma dei disegni», è stata cancellata con decisione del Consiglio di amministrazione CA/D 10/22, in vigore dal 1° febbraio 2023 (regola 46 CBE, nota di cancellazione). Oggi la regola 49(2) CBE dice che il Presidente dell'EPO stabilisce i requisiti di presentazione dei documenti che compongono la domanda. Le Linee guida EPO riassumono la pratica nella parte A, capitolo IX, e rinviano alla decisione del Presidente del 7 luglio 2025 (Gazzetta ufficiale dell'EPO 2025, A49) (Linee guida EPO, A-IX, 7.1).

Che cosa leggere. In questa pagina riassumiamo le Linee guida (parte A, capitolo IX), nell'edizione in vigore dal 1° aprile 2026. Le regole di forma possono cambiare, come mostra proprio il caso del colore, che vediamo sotto. Prima di depositare, controlla sempre la versione in vigore.

Dove stanno le tavole. Nella domanda europea tutti i disegni vanno raggruppati sui fogli destinati ai disegni, e non vanno inseriti nella descrizione, nelle rivendicazioni o nel riassunto, nemmeno se c'è una sola figura (Linee guida EPO, A-IX, 2.1).

Che cosa si può disegnare

Per l'EPO sono disegni tutti i tipi di disegno tecnico: prospettive, viste esplose, sezioni, dettagli in scala diversa. Sono disegni anche gli schemi di flusso e i diagrammi, compresi i diagrammi funzionali e le rappresentazioni grafiche del rapporto tra due o più grandezze (Linee guida EPO, A-IX, 1.1).

Tipo di vistaA che cosa serveNell'esempio
Vista in piantaMostra l'insieme visto da sopra e come le parti si dispongonoTraliccio (10), anello superiore (42), specchio secondario (26), esapode (28)
SezioneMostra l'interno tagliando l'oggettoL'anello superiore (42) tagliato per vedere come regge lo specchio secondario (26)
Vista esplosaMostra le parti staccate, in ordine di montaggioI bulloni brunati (50) fuori dai loro fori nell'anello superiore (42)
Dettaglio ingranditoMostra da vicino una zona piccolaL'attuatore (44)
Schema di flusso o a blocchiMostra i passi di un metodo o i blocchi di un sistemaSe ci fosse un metodo di messa a fuoco, i suoi passi

Le fotografie. La CBE non le prevede espressamente. Si accettano quando non è possibile rappresentare in un disegno ciò che si vuole mostrare, e se rispettano i requisiti dei disegni (Linee guida EPO, A-IX, 1.2). Le fotografie si numerano come i disegni e si descrivono brevemente nella descrizione (A-IX, 1.2).

Le sezioni. Quando una figura è la sezione di un'altra, la seconda indica la posizione del taglio. Ogni sezione deve essere riconoscibile, per esempio con la scritta «Section on AB» o con un numero romano ai due estremi della linea di taglio, uguale al numero arabo della figura che mostra la sezione (Linee guida EPO, A-IX, 7.3.1). Le parti tagliate si tratteggiano con linee regolari, interrotte dove c'è un numero (A-IX, 7.3.2).

Linee, ombreggiature e colore

Linee. Lo spessore delle linee deve tener conto della scala, della natura del disegno e della perfetta leggibilità, anche nelle riproduzioni (Linee guida EPO, A-IX, 7.1). Le linee si tracciano con strumenti da disegno, salvo quelle per cui non esiste uno strumento, come i diagrammi irregolari (A-IX, 7.1).

Bianco e nero. I disegni si eseguono in bianco e nero. Dal 1° ottobre 2025 sono ammessi anche il colore e la scala di grigi, ma solo se il disegno è depositato in forma elettronica. Disegni depositati su carta o prima di quella data vengono pubblicati in bianco e nero (Linee guida EPO, A-IX, 7.1).

Il consiglio. Disegna sempre in modo che le linee in nero dicano tutto. Se usi il colore, non fondare descrizione o rivendicazioni su di esso, perché una specifica di colore non è sempre identificabile in modo affidabile e oggettivo (Linee guida EPO, A-IX, 7.5.4).

Ombreggiature. Si possono usare se aiutano a capire la figura e non ne ostacolano la lettura (Linee guida EPO, A-IX, 7.2).

Niente pubblicità. Nei disegni non vanno marchi, scritte pubblicitarie o riferimenti a disegni e modelli, che sono materia irrilevante e vietata (Linee guida EPO, A-IX, 6, che richiama la regola 48 CBE).

Numeri di riferimento

Un numero di riferimento è un numero che si scrive accanto a una parte del disegno e che si ritrova nel testo. È il filo che lega figura, descrizione e rivendicazioni.

Come si scrivono. Numeri e lettere devono essere semplici e chiari, e non si usano con parentesi, virgolette, cerchi o contorni. Così «26» va bene, «(26)» o «26 cerchiato» no. Sono ammessi segni come 6' e 35'' (Linee guida EPO, A-IX, 7.5). L'altezza minima è 0,32 cm, perché una riduzione a due terzi resti leggibile (A-IX, 7.5.3). Preferibilmente tutti si orientano come il disegno, per non dover ruotare la pagina (A-IX, 7.5).

Linee di richiamo. Collegano il numero al particolare. Devono essere il più corte possibile, nascere vicino al numero e arrivare almeno al particolare indicato (Linee guida EPO, A-IX, 7.5.1). Una freccia può chiudere la linea: libera, indica l'intera sezione verso cui punta; a contatto con una linea, indica la superficie rappresentata da quella linea (A-IX, 7.5.2).

Le tre regole di coerenza.

  1. Un numero che compare nel disegno deve comparire anche nella descrizione o nelle rivendicazioni, e viceversa (Linee guida EPO, A-IX, 7.5.4).
  2. Una stessa parte ha lo stesso numero in tutte le figure e in tutto il testo (A-IX, 7.5.5).
  3. Nella descrizione si cita nome e numero insieme. Non «26 è collegato a 28», ma «specchio secondario 26 è collegato a esapode 28» (Linee guida EPO, F-II, 4.7).

Nelle rivendicazioni. Le caratteristiche tecniche possono essere seguite dal numero tra parentesi, se questo rende la rivendicazione più comprensibile. I numeri non limitano la rivendicazione (regola 43(7) CBE; art. 21, comma 4, lettera c), del D.M. 33/2010). Per i dettagli vedi la pagina «Scrivere le rivendicazioni».

Se una parte sparisce. Se togli una figura, togli dal testo i numeri che riguardavano solo quella; se togli un paragrafo, togli dal disegno i numeri non più descritti (Linee guida EPO, A-IX, 7.5.4).

Nell'esempio. I sei numeri sono gli stessi in tutta la domanda di brevetto.

NumeroParte
10Traliccio
26Specchio secondario
28Esapode
42Anello superiore
44Attuatore
50Bulloni brunati

Numerare le figure

Le figure si numerano in cifre arabe progressive, indipendentemente dalla numerazione dei fogli, precedute dalla sigla «FIG», qualunque sia la lingua della domanda (Linee guida EPO, A-IX, 5.2). Per esempio, FIG. 1, FIG. 2, FIG. 3.

Alcune regole in più (Linee guida EPO, A-IX, 5.2).

  • Se una sola figura basta, non si numera e la sigla «FIG» non compare.
  • Il numero della figura è semplice e chiaro, senza parentesi, cerchi o virgolette, e più grande dei numeri di riferimento.
  • Le figure parziali che formano un tutto possono avere lo stesso numero con una lettera maiuscola, come FIG 7A, FIG 7B.

Figure su più fogli. Se una figura intera è divisa su più fogli, le parti devono potersi unire bordo a bordo senza coprirsi (Linee guida EPO, A-IX, 5.3).

Orientamento. Per quanto possibile le figure stanno dritte sul foglio. Se una figura è più larga che alta, si può ruotare e il numero va sul lato destro (Linee guida EPO, A-IX, 5.1).

Nella descrizione breve delle figure. Si elencano le figure e si dice che cosa mostra ciascuna (regola 42(1)(d) CBE). Per l'esempio: «FIG. 1 è una vista in pianta, parziale, del telescopio. FIG. 2 è una vista ingrandita della zona dell'attuatore (44).»

Testo nelle tavole

Nei disegni non c'è testo, salvo quando è assolutamente indispensabile, e allora una sola parola o poche parole (Linee guida EPO, A-IX, 8). Dove una parola è indispensabile, si lascia intorno a essa uno spazio libero da linee, per la traduzione (A-IX, 8).

Che cosa conta come indispensabile. Per circuiti, schemi a blocchi e diagrammi di flusso, le parole chiave che identificano blocchi di un sistema complesso possono essere considerate indispensabili se servono a interpretarlo in modo rapido e chiaro (Linee guida EPO, F-II, 5.1).

Gli schemi di flusso. Per i passi di un metodo, il limite può essere un po' allentato: può bastare una breve frase per passo, perché la sola parte grafica non trasmette abbastanza informazione (A-IX, 8).

Simboli convenzionali. Dispositivi noti si possono rappresentare con simboli di significato universale, se non servono altri dettagli. Altri simboli vanno bene se non si confondono con quelli esistenti, sono semplici e sono spiegati nella descrizione (Linee guida EPO, A-IX, 9).

Non scrivere i nomi delle parti. I nomi stanno nella descrizione, collegati ai numeri. Nel disegno stanno i numeri.

Scala e leggibilità

La regola dei due terzi. Se alla scala scelta non si distinguerebbero con chiarezza tutti i particolari essenziali dopo una riduzione lineare a due terzi, la figura va ridisegnata più grande e, se serve, divisa in figure parziali (Linee guida EPO, A-IX, 7.4). Si pensa a un lettore che vede la tavola ridotta o a schermo: se i dettagli si perdono, non servono.

La scala. Se si indica la scala, deve essere grafica, cioè un segmento graduato, così resta valida quando il disegno viene ridotto. Scritte come «scala 1:2» o «grandezza naturale» non vanno (Linee guida EPO, A-IX, 7.4).

Proporzioni. Gli elementi della stessa figura devono essere in proporzione tra loro, a meno che una differenza non sia indispensabile per la chiarezza. La soluzione preferibile è una figura in più con l'ingrandimento di quella parte, con un cerchio sottile o tratteggiato a punti e linee sulla figura iniziale per indicare dove si trova (Linee guida EPO, A-IX, 7.6).

Pagina. Su carta, i disegni stanno su fogli A4 con superficie utile non maggiore di 26,2 cm per 17 cm, senza cornici, e con margini minimi di 2,5 cm in alto, 2,5 cm a sinistra, 1,5 cm a destra e 1 cm in basso (Linee guida EPO, A-IX, 3 e 4.1). I fogli dei disegni si numerano in cifre arabe, al centro in alto, fuori dal margine superiore (A-IX, 4.2).

Riproduzione. I disegni devono potersi riprodurre in modo elettronico o diretto; se inviati per via elettronica, devono avere abbastanza contrasto per essere mostrati con chiarezza a 300 dpi (Linee guida EPO, A-IX, 2.2).

Tavole per metodi e software

Un'invenzione non è sempre un oggetto. Per un metodo, un procedimento o un programma, le tavole di solito sono diagrammi.

  • Schema di flusso: i passi di un metodo, uno dopo l'altro, con le frecce che mostrano l'ordine e le scelte.
  • Schema a blocchi: le parti funzionali di un sistema e le connessioni tra loro.
  • Diagramma di una grandezza: un grafico che mostra la relazione tra due o più grandezze.

Sono tutti disegni a pieno titolo (Linee guida EPO, A-IX, 1.1). Valgono le stesse regole: numeri di riferimento coerenti con descrizione e rivendicazioni, FIG numerate, testo ridotto al minimo, linee leggibili alla scala ridotta. Per i passi di un metodo il testo può essere un po' più lungo, una breve frase (A-IX, 8).

Perché contano. Una rivendicazione a un metodo cita i suoi passi. Se i passi hanno un numero nel disegno, la descrizione può dire «con riferimento alla FIG. 3, nel passo 112 si misura…» e il collegamento è immediato.

Tabelle e formule. Formule chimiche e matematiche e tabelle possono stare nella descrizione, nelle rivendicazioni o nel riassunto e non seguono gli stessi requisiti dei disegni, a meno che non siano presentate come disegni (Linee guida EPO, A-IX, 1.1).

Regole italiane

Per una domanda italiana, il regolamento di attuazione del Codice (D.M. 13 gennaio 2010, n. 33) dice:

  • nel deposito cartaceo, descrizione, riassunto, rivendicazioni e disegni sono impressi in modo indelebile con linee e caratteri neri su carta bianca forte di formato A4, con margini di almeno 2,5 cm su tutti e quattro i lati. Gli stessi formati valgono se il testo del brevetto e dei disegni è allegato a una domanda telematica (art. 22, comma 1);
  • i disegni possono essere eseguiti anche a mano, sono compresi in una o più tavole e sono numerati progressivamente. I numeri dei disegni, e i numeri e le lettere che contrassegnano le varie parti, devono essere richiamati nella descrizione (art. 22, comma 3);
  • la descrizione descrive brevemente gli eventuali disegni e descrive almeno un modo di attuazione facendo riferimento ai disegni, se presenti (art. 21, comma 3, lettere d) ed e));
  • nelle rivendicazioni le caratteristiche possono essere seguite dal numero corrispondente alle parti illustrate, e questo non limita la rivendicazione (art. 21, comma 4, lettera c)).

Che cosa non abbiamo potuto verificare. Negli articoli 21 e 22 del D.M. 33/2010, che abbiamo letto sul sito ufficiale Normattiva, non ci sono regole sul colore né sui formati elettronici dei disegni. Non abbiamo letto le istruzioni UIBM di deposito più recenti: prima di depositare in Italia, controllale. Se depositi presso l'EPO valgono le regole dell'EPO, riassunte sopra.

Tavole dell'esempio

Per il nostro telescopio bastano due figure.

FiguraChe cosa mostraNumeri che compaiono
FIG. 1Vista in pianta, parziale, del telescopio10, 26, 28, 42
FIG. 2Vista ingrandita della zona dell'attuatore, in cui si vede l'asse di rotazione decentrato44, 50

Un'eventuale FIG. 3, vista esplosa, potrebbe mostrare le parti staccate. Sarebbe una scelta, non un obbligo.

Le due figure usano tutti e soli i sei numeri del testo e delle rivendicazioni. Se la rivendicazione 3 cita i bulloni brunati (50), la FIG. 2 li deve mostrare. Se FIG. 1 mostrasse un settimo pezzo con un numero non citato nel testo, quel numero andrebbe tolto o spiegato (Linee guida EPO, A-IX, 7.5.4).

Due errori frequenti, da evitare qui. Primo: scrivere «attuatore» accanto alla parte invece del numero 44. Secondo: far comparire l'attuatore come 44 in una figura e come 45 in un'altra, per la stessa parte.

Lista di controllo

Prima di considerare finite le tavole, rispondi a queste domande.

  1. Ogni figura citata nel testo esiste, e ogni figura esistente è citata?
  2. Ogni numero nel disegno compare nel testo o nelle rivendicazioni, e ogni numero del testo compare in almeno una figura?
  3. La stessa parte ha lo stesso numero ovunque?
  4. Le figure sono numerate FIG. 1, FIG. 2, e così via?
  5. I numeri sono semplici, senza parentesi né cerchi, e alti almeno 0,32 cm?
  6. Non c'è testo, salvo poche parole indispensabili?
  7. Riducendo la tavola a due terzi, si leggono ancora tutti i dettagli?
  8. Le linee di richiamo sono corte e arrivano al particolare?
  9. Il disegno funziona in bianco e nero, anche se hai usato il colore?
  10. Non ci sono marchi, scritte pubblicitarie o riferimenti a disegni e modelli?

Prima di scrivere il tuo

Questa pagina è un'informazione generale, non una consulenza legale: nessuna regola di forma garantisce che un brevetto venga concesso o sia valido, e le regole di forma possono cambiare. Una domanda vera va riletta da un mandatario o consulente in brevetti. Nell'app questo corrisponde al passo Tavole.

Fonti

  1. Regola 42 CBE: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/r42.html (letto il 2026-10-05)
  2. Regola 43 CBE: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/r43.html (letto il 2026-10-05)
  3. Regola 46 CBE: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/r46.html (letto il 2026-10-05)
  4. Regola 49 CBE: https://www.epo.org/en/legal/epc/2020/r49.html (letto il 2026-10-05)
  5. A-IX, 1.1 Technical drawings: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_1_1.html (letto il 2026-10-05)
  6. A-IX, 1.2 Photographs: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_1_2.html (letto il 2026-10-05)
  7. A-IX, 2.1 e 2.2: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_2_1.html (letto il 2026-10-05)
  8. A-IX, 3 e 4.1 e 4.2: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_3.html (letto il 2026-10-05)
  9. A-IX, 5.1, 5.2, 5.3: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_5_1.html (letto il 2026-10-05)
  10. A-IX, 6 Prohibited matter: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_6.html (letto il 2026-10-05)
  11. A-IX, 7.1 Lines and strokes; colour: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_7_1.html (letto il 2026-10-05)
  12. A-IX, 7.2 Shading; 7.3.1 Sectional diagrams; 7.3.2 Hatching: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_7_2.html (letto il 2026-10-05)
  13. A-IX, 7.4 Scale: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_7_4.html (letto il 2026-10-05)
  14. A-IX, 7.5 e 7.5.1 e 7.5.2 e 7.5.3: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_7_5.html (letto il 2026-10-05)
  15. A-IX, 7.5.4 e 7.5.5: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_7_5_4.html (letto il 2026-10-05)
  16. A-IX, 7.6 Variations in proportions: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_7_6.html (letto il 2026-10-05)
  17. A-IX, 8 Text matter; 9 Conventional symbols: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/a_ix_8.html (letto il 2026-10-05)
  18. F-II, 5.1 Drawings, form and content: https://www.epo.org/en/legal/guidelines-epc/2026/f_ii_5_1.html (letto il 2026-10-05)
  19. Art. 51 (Sufficiente descrizione), art. 53 (Effetti della brevettazione): https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-02-10;30~art51 (letto il 2026-10-05)
  20. D.M. 13 gennaio 2010, n. 33, art. 21: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.sviluppo.economico:decreto:2010-01-13;33~art21 (letto il 2026-10-05)
  21. D.M. 33/2010, art. 22 (Domanda di brevetto): https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.sviluppo.economico:decreto:2010-01-13;33~art22 (letto il 2026-10-05)
  22. UIBM, Contenuto della domanda: https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/brevetti/brevetto-per-invenzione-industriale/deposito-di-una-domanda-di-brevetto/contenuto-della-domanda (letto il 2026-10-05)